gen 13

Evento di Busto Grande sul disagio sociale e nuove povertà

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20 gennaio in Villa Tovaglieri altro evento di Busto Grande e altro argomento scottante per la città.

Stavolta il movimento politico tratterà dei problemi di degrado sociale e delle nuove povertà. Dalla famiglia che perde il lavoro e di conseguenza la casa, ai padri separati finiti in povertà, ai detenuti che sperano di  rifarsi una vita ma sono senza lavoro, agli schiavi dei gioco d’azzardo, ai malati psichici, alle donne maltrattate, al recupero dei senzatetto.
Busto Grande cerca in primis di mappare i reali bisogni e poi di dare, col buon senso e le proprie conoscenze, una soluzione.
Presenti come relatori alcuni esperti e operatori sociali. Sarà inviato anche l’Assessore ai servizi sociali. Mario Cislaghi.
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gen 04

Busto capitale dell’inquinamento… ma cosa fare?

smogBusto Arsizio torna agli onori delle cronache come esempio negativo. In questo fine 2015 siamo stati la prima città della Lombardia per inquinamento e la seconda in Italia. Ho solo 2 fatti da sottolineare: in primis che, considerandolo un problema regionale, se non nazionale, vere discussioni in città sul tema non ne ho sentite; poi, a parte la ridicola scelta del blocco dei botti natalizi o delle auto, non ho notizia di proposte per abbattere la produzione di particelle inquinanti. Il fatto è che dalle nostre parti, tra la fortissima industrializzazione storica, la pessima gestione dei rifiuti, la viabilità su gomma tanto diffusa e la presenza di un “semi-hub aeroportuale” di nome Malpensa, si è creato un habitat irrespirabile. Non illudiamoci: il PM10 che ora è stato portato a terra dalla pioggia qui resta e verrà sollevato, appena asciutto, dalla prima auto che ci salirà sopra con i suoi pneumatici. E allora dico la mia. Ovviamente non si può pensare che, vientando i botti, le auto o in alcuni posti le pizzerie con forno a legna, (solo per qualche giorno) si possa veramente risolvere il problema. Sono scelte inutili. Quello che si deve fare è operare strutturalmente. Cambiare il modo di smaltire rifiuti (stop all’incenerimento, non solo a Busto ma ovunque… alternative ce ne sono!!), cambiare il modo di spostare le merci (come nel nord europa su rotaia e non sui grossi, pesanti e inquinanti TIR) cambiare il modo di trattare i pendolari, sempre più tartassati dalla malagestione dei treni e dalle tariffe altissime (il risultato che la A8 è semrpe costantemente piena nelle ore di entrata/uscita dai posti di lavoro). Importante poi, e qui Busto Arsizio deve fare mea culpa, creare una rete di trasporti alternativa alle auto. Le tanto richieste piste ciclabili e, sorpattutto una rete efficiente di bus comunali poco impattanti. Tante città come la nostra da anni operano in tal senso. Noi no!! Purtroppo però la Regione Lombardia di tutte le scelte “strutturali” che poteva fare, ha fatto la più cretina… creare nuove autostrade, peraltro ora sottoutilizzate. Quindi altro spazio al traffico veicolare e giù altro PM10. Il senso di questa scelta non lo ha capito nessuno.

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mag 14

Faremo il nostro dovere anche in Busto Grande

BUSTO GRANDE NOI Qual’è il motivo che spinge un gruppo di persone a fondare un movimento civico nel 2015? Se ne sentono di cotte e di crude, dall’antipolitica alla voglia di protagonismo. La realtà è ben diversa, Busto Grande è nata per amore verso la politica. La politica vera e sincera, di un gruppo di persone che tiene alla città in cui vive, dove troppo spesso le dinamiche dei partiti la fanno da padrona.

Quelle stupide dinamiche che ti fanno tifare per un partito come se fosse una squadra di calcio, dove l’importante è solo il colore della maglia e bisogna vincere a tutti i costi. Questo succede in tutti i partiti e purtroppo anche in parte dell’elettorato. Quelle schifose dinamiche che mettono i morti delle foibe contro i morti dei campi di concentramento.

Noi siamo contrari a queste dinamiche. Gli ex di Rifondazione che oggi sono in Busto Grande, sono usciti dal loro partito perché, nel 2010, “dall’alto” veniva loro imposto un’alleanza (col PD) che non poteva esistere. Era una cosa sbagliata, bastava essere presenti ai consigli comunali per capirlo. E così siamo diventati “La Sinistra che fa il prorio dovere”.
Poi è nata la deriva “civica”. E questa avventura nasce simbolicamente il 25 Aprile perché è una data importante, per tutti. La Liberazione dal regime è anche la Liberazione dalla CENSURA e dalla REPRESSIONE DEL DISSENSO che aveva instaurato il regime, il ritorno alla liberà di pensiero e di opinione, ed è per questo motivo che abbiamo scelto orgogliosamente questa data, perché senza le catene dei partiti possiamo orgogliosamente dire quello che pensiamo davvero, senza gli inciuci e i soliti giochi di potere di cui è sporca la politica oggi. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, Articolo 21 della Costituzione Italiana. Ma attenzione. Busto Grande non è un contenitore per gente scontenta dei partiti. Busto Grande è un movimento per gente che vuole fare politica in un modo diverso, più democratico, nel senso “greco” del termine, dove tutti i cittadini decidono insieme come governare la propria città. Chiunque può aderire, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali, giusto per citare anche l’Articolo 3 della Costituzione.

Antonio Corrado e Rob Bardo Orlando

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mar 11

domani sera a parlare del mio mito Ernesto Guevara de la Serna

cheDomani sera, 12 marzo, in Comunità Giovanile a Busto  si parlerà di socialismi sudamaericani.  In particolare di Cuba e della fantastica esperienza della revolucion. Mi hanno invitato a dire la mia e non potevo certo mancare. Credo che Cuba sia un esempio di liberazione dal neo-colonialismo a stelle e strisce che a noi europei dovrebbe far riflettere ed essere da esempio. Ne parleremo con Federico Goglio, scrittore e cantautore, autore di “Patria o Muerte”,  che ha pensato di rivisitare, da destra, l’epopea dei “barbudos” e col Checco Lattuada, mio acerrimo avversario in consiglio comunale in tante battaglie ideologiche ma anche spesso attento alle problematiche sociali, almeno quanto me. Ora in tanti diranno che mi sono bruciato il cervello e che li dentro non dovevo mettere piede. E invece io penso che i muri ideologici che per troppo tempo hanno diviso le generazioni di giovani nel nostro paese vadano abbattuti. Spero, anzi, che dalla serata usciranno dei progetti e delle idee, proprio prendendo spunto dalla vita del mio grande eroe Ernesto Guevara.

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mar 05

Ho deciso di tornare a dare una mano

91VUKVCAA5JIC0CAR87B7ZCADL4UUGCACOTINTCAKX6D61CAU0ZYN1CAY233L2CAYUVETNCAH5E9L6CA9EVSYCCAY41S1VCACNYZB1CA170NQZCAKILS2HCAWAXJIUCAX37CP4CA2JBV67CALNTPECHo sempre reputato il mio impegno politico, nelle aule istituzionali o nei quartieri periferici tra la gente, come un servizio da dare a chi più ha bisogno. Dopo 4 anni di pausa, la delusione alle ultime amministrative e qualche riflessione, ho notato che i ceti popolari, la mia gente,  ha ancora più bisogno del mio impegno. Devo assolutamente tornare a “fare politica” a mio modo, iniziando col dare una mano ai benemeriti che portano cibo ai clochard in stazione e proseguendo con il tentativo di coagulare un gruppo di giovani, esperti o meno della politica, che possano dare una mano allo sviluppo del senso civico in questa città. Non si può lasciar agire solo i vecchi tromboni che hanno creato l’attuale deserto di idee e di socialità. Sono tornato a disposizione e vediamo di rimboccarci le maniche.

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nov 26

Il de profundis della Fondazione Blini

fondaSpesso ci si lamenta della gente comune che non si informa adeguatamente. Tutti a bofonchiare lamentele ma nessuno che sappia davvero di cosa parla. Ma la politica non è da meno. Ieri, tornato dopo 2 anni a seguire i lavori di una Commissione Cultura comunale (che decretava la morte della Fondazione Blini, ente che potenzialmente doveva dare una mano alla espressione delle potenzialità giovanili) sono rimasto scioccato dalla disinformazione mostrata. Nessuno o quasi dei vecchi consiglieri  aveva ben chiara la vera storia che, peraltro è sul “tavolo” dal 2007!!! I nuovi consiglieri, invece, quasi del tutto privi di informazioni esatte, sparavano delle considerazioni inadeguate. Lo stesso Assessore Cislaghi, delegato dal Sindaco ad intervenire, ha sbiascicato 3 o 4 frasi incomprensibili, poi si è accapigliato con un consigliere e nulla più. Per farla breve, va a scemare la possibilità che un ente pubblico, forse nato e cresciuto male ma io credo indispensabile a fare da supporto alle proposte giovanili cittadine. Passare la palla a chi ha criticato o attaccato (come il sottoscritto) alcune scelte o proposte sul tema, non esime dalle sue colpe chi governa Busto da troppi anni. La realtà è che la maggioranza non ha creduto al progetto e, anzi, ha avuto paura che da esso nascessero ostacoli al “quieto vivere” della politica bustocca. A Busto Arsizio restiamo al palo ancora una volta.

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nov 13

PERCHE’ DIMETTERE L’ASSESSORE FANTINATI ?

ROMA, TAXI MANIFESTANO A P.ZA VENEZIAIn questi giorni la cronaca cittadina narra della richiesta, fatta al Sindaco Farioli dalla sua maggioranza, delle dimissioni dell’Assessore con delega all’educazione e sicurezza Claudio Fantinati. La richiesta  deriva dalla scelta di NCD, partito a cui aderisce il medesimo, di correre per le provinciali con il PD. Ebbene il Sindaco risponde picche perchè non vuole operare per mere dietrologie di partito e di apparati. Io sono d’accordo con lui per le motivazioni che ha dichiarato alla stampa. Non credo si debba valutare l’operato di un politico in base a quale casacca porta, ma invece dovrebbe essere valutato il suo operato. Proprio su questo io mi soffermo, confermando, anche da parte mia, la richiesta di dimissioni. Credo infatti, entrando quindi nel merito e non “per partito preso”, che l’Assessore abbia fallito completamente la recente rivisitazione della viabilità cittadina. Specialmente nella zona frati e nella zona della piscina Manara. Come capita spesso ai politici, chi risulta eletto sente la città come cosa propria e decide di fare scelte in base alla propria capoccia, senza ascoltare nessuno. In pratica, senza ascoltare ne abitanti (che stanno raccogliendo firme) ne commercianti ne nessuno, si è radicalmente cambiato la viabilità in parti fondamentali che poi sono anche l’accesso alla città da zone molto vicine e trafficate come il Sempione e il Buon Gesù. Andate a vedere al mattino o alla sera il congestionamento creato, unito al già forte traffico pre-esistente. Insomma, nel merito, Fantinati a casa per come gestisce la cosa pubblica e per le scelte scellerate che compie.

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nov 03

Italia: il Paese del neo-populismo

renzi-pinocchioDopo che il programma domenicale con maggiore audience è quello della D’Urso, denso di inutili chiacchiere, tv spazzatura, pseudo-vip e inutili esclusive, l’Italia non poteva che meritarsi il più bravo populista sulla piazza. Meglio anche di Berlusconi. Il povero Renzi, seppur visibilmente scarso in quanto a reali e credibili soluzioni concrete per risolvere i problemoni che affliggono l’Italia, è un gran furbetto ed ottimo utilizzatore dello stile neo-populista. Ultima perla l’attacco che fa oggi su la Repubblica a chi vorrebbe “sfruttare il dolore dei precari” o più in genere, chi vorrebbe affossare il Bel Paese con la ormai obsoleta tutela dei diritti di tutti, poveri, lavoratori precari, anziani e portatori di handicap compresi. In tutto ciò, con l’aiuto dei media e la totale disinformazione della gente, l’ebetino di Firenze riesce pure ad autoraffigurarsi come il salvatore della patria. Ma alla fine le sue “nuove regole”, tipo cancellare ogni tutela dei lavoratori o togliere il diritto dei sciopero o togliere aiuti a chi porta handicap o togliere il diritto di associarsi in sindacato o partito politico, le avevano già in mente gente come Adam Smith, gli Spartani, Mussolini, la Tatcher e, più recentemente, Marcegaglia,  Montezemolo e Marchionne. Niente di nuovo e niente di buono da Renzi, dal neoliberismo e dal neo-populismo.

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