nov 26

Il de profundis della Fondazione Blini

fondaSpesso ci si lamenta della gente comune che non si informa adeguatamente. Tutti a bofonchiare lamentele ma nessuno che sappia davvero di cosa parla. Ma la politica non è da meno. Ieri, tornato dopo 2 anni a seguire i lavori di una Commissione Cultura comunale (che decretava la morte della Fondazione Blini, ente che potenzialmente doveva dare una mano alla espressione delle potenzialità giovanili) sono rimasto scioccato dalla disinformazione mostrata. Nessuno o quasi dei vecchi consiglieri  aveva ben chiara la vera storia che, peraltro è sul “tavolo” dal 2007!!! I nuovi consiglieri, invece, quasi del tutto privi di informazioni esatte, sparavano delle considerazioni inadeguate. Lo stesso Assessore Cislaghi, delegato dal Sindaco ad intervenire, ha sbiascicato 3 o 4 frasi incomprensibili, poi si è accapigliato con un consigliere e nulla più. Per farla breve, va a scemare la possibilità che un ente pubblico, forse nato e cresciuto male ma io credo indispensabile a fare da supporto alle proposte giovanili cittadine. Passare la palla a chi ha criticato o attaccato (come il sottoscritto) alcune scelte o proposte sul tema, non esime dalle sue colpe chi governa Busto da troppi anni. La realtà è che la maggioranza non ha creduto al progetto e, anzi, ha avuto paura che da esso nascessero ostacoli al “quieto vivere” della politica bustocca. A Busto Arsizio restiamo al palo ancora una volta.

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nov 13

PERCHE’ DIMETTERE L’ASSESSORE FANTINATI ?

ROMA, TAXI MANIFESTANO A P.ZA VENEZIAIn questi giorni la cronaca cittadina narra della richiesta, fatta al Sindaco Farioli dalla sua maggioranza, delle dimissioni dell’Assessore con delega all’educazione e sicurezza Claudio Fantinati. La richiesta  deriva dalla scelta di NCD, partito a cui aderisce il medesimo, di correre per le provinciali con il PD. Ebbene il Sindaco risponde picche perchè non vuole operare per mere dietrologie di partito e di apparati. Io sono d’accordo con lui per le motivazioni che ha dichiarato alla stampa. Non credo si debba valutare l’operato di un politico in base a quale casacca porta, ma invece dovrebbe essere valutato il suo operato. Proprio su questo io mi soffermo, confermando, anche da parte mia, la richiesta di dimissioni. Credo infatti, entrando quindi nel merito e non “per partito preso”, che l’Assessore abbia fallito completamente la recente rivisitazione della viabilità cittadina. Specialmente nella zona frati e nella zona della piscina Manara. Come capita spesso ai politici, chi risulta eletto sente la città come cosa propria e decide di fare scelte in base alla propria capoccia, senza ascoltare nessuno. In pratica, senza ascoltare ne abitanti (che stanno raccogliendo firme) ne commercianti ne nessuno, si è radicalmente cambiato la viabilità in parti fondamentali che poi sono anche l’accesso alla città da zone molto vicine e trafficate come il Sempione e il Buon Gesù. Andate a vedere al mattino o alla sera il congestionamento creato, unito al già forte traffico pre-esistente. Insomma, nel merito, Fantinati a casa per come gestisce la cosa pubblica e per le scelte scellerate che compie.

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nov 03

Italia: il Paese del neo-populismo

renzi-pinocchioDopo che il programma domenicale con maggiore audience è quello della D’Urso, denso di inutili chiacchiere, tv spazzatura, pseudo-vip e inutili esclusive, l’Italia non poteva che meritarsi il più bravo populista sulla piazza. Meglio anche di Berlusconi. Il povero Renzi, seppur visibilmente scarso in quanto a reali e credibili soluzioni concrete per risolvere i problemoni che affliggono l’Italia, è un gran furbetto ed ottimo utilizzatore dello stile neo-populista. Ultima perla l’attacco che fa oggi su la Repubblica a chi vorrebbe “sfruttare il dolore dei precari” o più in genere, chi vorrebbe affossare il Bel Paese con la ormai obsoleta tutela dei diritti di tutti, poveri, lavoratori precari, anziani e portatori di handicap compresi. In tutto ciò, con l’aiuto dei media e la totale disinformazione della gente, l’ebetino di Firenze riesce pure ad autoraffigurarsi come il salvatore della patria. Ma alla fine le sue “nuove regole”, tipo cancellare ogni tutela dei lavoratori o togliere il diritto dei sciopero o togliere aiuti a chi porta handicap o togliere il diritto di associarsi in sindacato o partito politico, le avevano già in mente gente come Adam Smith, gli Spartani, Mussolini, la Tatcher e, più recentemente, Marcegaglia,  Montezemolo e Marchionne. Niente di nuovo e niente di buono da Renzi, dal neoliberismo e dal neo-populismo.

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lug 01

CIVICA BENEMERENZA ALLA NATO: IO DICO NO!!

natoUltimamente non sono molto attento ai casini che la politica bustese combina. Cerco di dare una mano ai problemi reali della gente, opero nel “sociale” e tralascio di commentare le varie situazioni, come facevo da consigliere comunale. Ma c’è sempre un limite a tutto. In effetti la questione della civica benemerenza che il Comune di Busto Arsizio ha voluto assegnare alla Base Nato di Solbiate Olona mi fa trasecolare più delle cavolate che girano sull’incompiuta pista di pattinaggio o sulle radici più o meno giudaiche o più o meno cristiane di Busto. Sono andato a vedere a chi si è conferita la civica benemerenza negli anni passati. Ebbene, come quest’anno per i casi di Aias e dell’amico Magistrelli, si è sempre premiato l’impegno sociale e storico, si è premiato personaggi che hanno dato lustro alla città, nel lavoro o nella cultura o che hanno rappresentato le istituzioni con onore. No, caro Gigi Farioli, la Nato non è nulla di questo. E non intendo il fatto, seppur reale, che la Base Nato sussiste sul territorio di Solbiate Olona, o meglio, su sedime militare, comunque non confinante con Busto Arsizio. Ma, cosa è la Nato? Un insieme di eserciti che va in giro per il Mondo per fini poco chiari, o meglio per poter spalleggiare le potenze economiche contro gli interessi di interi continenti. La Nato, come mezoz per risolvere le controversi internazionali con le armi, va contrastata e sono fiero di aver partecipato per anni alle manifestazioni davanti ai militari di stanza a Solbiate. L’effetto peggiore di questa scelta, poi, non sarà quel nome inciso sulla lapide tra i benemeriti veri, ma il rischio che qualche giovane possa davvero pensare alla Nato come elemento positivo di questo Mondo tanto diseguale. Per me non è altro, lo ripeto, che gente armata al servizio della speculazione. Ed io non la premio.

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mag 14

Tsipras grandi idee…. ma in Italia la “sinistra” rovina tutto….

Polli-di-RenzoHo avuto modo, tempo fa, di dare la mia adesione al progetto “Tsipras”. In Italia a sinistra di facce “spendibili” e con una buona credibilità tra l’opinione pubblica non ce ne è più. E allora via libera ad un progetto che come portabandiera recava il giovane greco Alexys Tsipras, uno credibile, concreto e vincente, a casa sua. Non avevo però calcolato che tutto ciò che funziona all’estero non è detto che in Italia riusciamo a farlo rendere allo stesso modo. Ed infatti il disastro è di nuovo compiuto. Prima la storia dei 6 promotori della “società civile” che in pratica escludono dalle scelte strategiche i partiti aderenti, poi i partiti stessi che screditano a più riprese i 6 di cui sopra. Poi la battaglia interna per le candidature. Poi uno dei partiti addirittura esce polemicamente dalla coalizione e crea altro scompiglio. I soliti “polli di renzo”. Ho avuto modo di vedere alla tv i candidati italiani di Tsipras…. sembrano piombati in tv dopo essere stati ibernati per almeno 20 anni!!! Per nulla accattivanti, per nulla credibili, in gran parte completamente distanti dalla gente e dai suoi bisogni concreti. Ed ecco che, come sempre accade, da una buona idea, la sinistra italiana è riuscita a creare un nuovo flop. e questo è proprio l’ultimo.

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feb 27

Democrazia nei partiti: Grillo despota e Renzie no?

ghigliottina3Si fa tanto parlare in questi giorni della totale mancanza di democrazia nel M5S di Grillo. In effetti chiunque parli in dissenso del “guru” genovese o del suo amico ricciolone, viene messo sotto processo. Senza guardare in faccia a nessuno. Ieri ben 4 senatori “grillini”, rei di aver criticato la criticabilissima udienza in streaming tra Renzie e Grillo, sono stati addirittura espulsi. Si, diciamolo pure, a Grillo girano tanto le palle se lo contraddici e perde le staffe come un despota medioevale. Ma insieme a lui, non si può tacere di quanto accade negli altri partiti. Ad esempio, il re dei cincischiatori parlamentari, colui che “vorrei ma non posso” lo ha ormai tatuato sul sedere. Tale Pippo Civati. L’altro giorno ha dichiarato, e con lui i suoi seguaci, di voler votare contro la fiducia al governo Renzie I. Dopo poche ore ha poi dichiarato che, non volendo essere espulso dal PD (che in teoria si chiamerebbe Partito “Democratico”), si sarebbe accodato al gregge, votando al fiducia. Insomma, in un popolo di “nominati” chiunque abbia idee doverse dal capo se ne deve stare a casa…….

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feb 24

Renzi – il potere e il tradimento

renzi_sindaco_piano_struttura_cantiere(di Barbara Spinelli) È fatale: una volta che hai scelto Tony Blair come modello, per forza approdi al tradimento. Tradimento della sinistra e dell’Europa che pretendi risuscitare, tradimento di promesse fatte nelle primarie o nei congressi. Non dimentichiamo il nomignolo che fu dato al leader laburista, negli anni della guerra in Iraq: lo chiamarono il «poodle di Bush jr», il barboncino-lacchè sempre scodinzolante davanti alla finte vittorie annunciate dal boss d’oltre Atlantico. Non dimentichiamo, noi che ci siamo imbarcati nel bastimento della Lista Tsipras, come Blair lavorò, di lena, per distruggere il poco di unione europea che esisteva e il poco che si voleva cambiare. Fu lui a non volere che i Trattato di Lisbona divenisse una vera Costituzione, di quelle che cominciano, come la Carta degli Stati Uniti, con le parole: «Noi, il popolo….». Fu lui che si oppose a ogni piano di maggiore solidarietà dell’Unione, e rifiutò ogni progetto di un’Europa politica, che controbilanciasse il potere solo economico esercitato dai mercati e in modo speciale dalla city. Renzi è consapevole di queste cose, o parla di Blair tanto per parlare? E il ministro degli Esteri Mogherini in che cosa è meglio di Emma Bonino, che al federalismo europeo ha dedicato una vita e possiede una vera competenza? Federica Mogherini ha concentrato i suoi interessi sulla Nato innanzitutto, e poi sull’Europa. Chissà se è consapevole della degradazione dell’Alleanza atlantica, nei catastrofici dodici anni di guerra antiterrorista. Ma ancor più inquietante è la rinuncia, in extremis, a Nicola Gratteri ministro della Giustizia. Questo sì sarebbe stato un segnale di svolta. La sua battaglia contro il malcostume politico e le mafie è la risposta più seria che l’Italia possa dare ai rapporti dell’Unione che ci definiscono il paese più corrotto d’Europa.  Non è ancora chiaro chi abbia lavorato contro la nomina di Gratteri. Forse il Quirinale, per fedeltà alle Larghe intese; di certo le destre di Alfano e Berlusconi, con il quale Renzi vuol negoziare le riforme della Costituzione. È stato detto che non è bene che un pm diventi guardasigilli. Anche qui, la rimozione e l’oblio regnano indisturbati: nel 2011, il Quirinale firmò la nomina del magistrato di Forza Italia Nitto Palma, vicino al Premier Berlusconi e Cosentino. Evidentemente quel che valeva per Nitto Palma è tabù per Gratteri. Il veto al suo nome è ad personam, e accoglie la richiesta della destra di avere un ministro «garantista» (garantista degli imputati di corruzione, di voto di scambio, di frode fiscale, ecc). Al suo posto è stato scelto un uomo di apparato, Andrea Orlando, che solo da poco tempo si occupa di giustizia, che ha fatto la sua scalata prima nel Pci, poi nel Pds, poi nei Ds, poi nel Pd. Nel governo Letta era ministro dell’Ambiente. Auspica – in profonda sintonia con Berlusconi – la fine dell’obbligatorietà dell’azione penale e la separazione delle carriere dei magistrati.  Infine il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan. Recentemente ha preconizzato l’allentamento delle politiche di austerità, che aveva difeso per anni. Non ha neppure escluso l’utilità di una patrimoniale. Ma di questi tempi tutti, a parole, sono contro l’austerità. Vedremo cosa Padoan proporrà in Europa: come passerà – se passerà – dalle parole agli atti. Al momento non vedo discontinuità tra lui e Fabrizio Saccomanni. Naturalmente può darsi che Renzi farà qualcosa di utile per l’Italia: prima di tutto su lavoro e fisco. Non mi aspetto niente di speciale sull’Europa, per i motivi che ho citato prima.  Non credo nemmeno che creda in quel che è andato dicendo per mesi: «Niente più Larghe Intese!», o «Mai a Palazzo Chigi senza un passaggio elettorale». Altrimenti non avrebbe guastato tante parole nel giro di poche ore, giusto per andare a Palazzo Chigi e presentarsi – terzo Premier nominato – in un Parlamento di nominati.

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