Lug 01

CIVICA BENEMERENZA ALLA NATO: IO DICO NO!!

natoUltimamente non sono molto attento ai casini che la politica bustese combina. Cerco di dare una mano ai problemi reali della gente, opero nel “sociale” e tralascio di commentare le varie situazioni, come facevo da consigliere comunale. Ma c’è sempre un limite a tutto. In effetti la questione della civica benemerenza che il Comune di Busto Arsizio ha voluto assegnare alla Base Nato di Solbiate Olona mi fa trasecolare più delle cavolate che girano sull’incompiuta pista di pattinaggio o sulle radici più o meno giudaiche o più o meno cristiane di Busto. Sono andato a vedere a chi si è conferita la civica benemerenza negli anni passati. Ebbene, come quest’anno per i casi di Aias e dell’amico Magistrelli, si è sempre premiato l’impegno sociale e storico, si è premiato personaggi che hanno dato lustro alla città, nel lavoro o nella cultura o che hanno rappresentato le istituzioni con onore. No, caro Gigi Farioli, la Nato non è nulla di questo. E non intendo il fatto, seppur reale, che la Base Nato sussiste sul territorio di Solbiate Olona, o meglio, su sedime militare, comunque non confinante con Busto Arsizio. Ma, cosa è la Nato? Un insieme di eserciti che va in giro per il Mondo per fini poco chiari, o meglio per poter spalleggiare le potenze economiche contro gli interessi di interi continenti. La Nato, come mezoz per risolvere le controversi internazionali con le armi, va contrastata e sono fiero di aver partecipato per anni alle manifestazioni davanti ai militari di stanza a Solbiate. L’effetto peggiore di questa scelta, poi, non sarà quel nome inciso sulla lapide tra i benemeriti veri, ma il rischio che qualche giovane possa davvero pensare alla Nato come elemento positivo di questo Mondo tanto diseguale. Per me non è altro, lo ripeto, che gente armata al servizio della speculazione. Ed io non la premio.

Mag 14

Tsipras grandi idee…. ma in Italia la “sinistra” rovina tutto….

Polli-di-RenzoHo avuto modo, tempo fa, di dare la mia adesione al progetto “Tsipras”. In Italia a sinistra di facce “spendibili” e con una buona credibilità tra l’opinione pubblica non ce ne è più. E allora via libera ad un progetto che come portabandiera recava il giovane greco Alexys Tsipras, uno credibile, concreto e vincente, a casa sua. Non avevo però calcolato che tutto ciò che funziona all’estero non è detto che in Italia riusciamo a farlo rendere allo stesso modo. Ed infatti il disastro è di nuovo compiuto. Prima la storia dei 6 promotori della “società civile” che in pratica escludono dalle scelte strategiche i partiti aderenti, poi i partiti stessi che screditano a più riprese i 6 di cui sopra. Poi la battaglia interna per le candidature. Poi uno dei partiti addirittura esce polemicamente dalla coalizione e crea altro scompiglio. I soliti “polli di renzo”. Ho avuto modo di vedere alla tv i candidati italiani di Tsipras…. sembrano piombati in tv dopo essere stati ibernati per almeno 20 anni!!! Per nulla accattivanti, per nulla credibili, in gran parte completamente distanti dalla gente e dai suoi bisogni concreti. Ed ecco che, come sempre accade, da una buona idea, la sinistra italiana è riuscita a creare un nuovo flop. e questo è proprio l’ultimo.

Feb 27

Democrazia nei partiti: Grillo despota e Renzie no?

ghigliottina3Si fa tanto parlare in questi giorni della totale mancanza di democrazia nel M5S di Grillo. In effetti chiunque parli in dissenso del “guru” genovese o del suo amico ricciolone, viene messo sotto processo. Senza guardare in faccia a nessuno. Ieri ben 4 senatori “grillini”, rei di aver criticato la criticabilissima udienza in streaming tra Renzie e Grillo, sono stati addirittura espulsi. Si, diciamolo pure, a Grillo girano tanto le palle se lo contraddici e perde le staffe come un despota medioevale. Ma insieme a lui, non si può tacere di quanto accade negli altri partiti. Ad esempio, il re dei cincischiatori parlamentari, colui che “vorrei ma non posso” lo ha ormai tatuato sul sedere. Tale Pippo Civati. L’altro giorno ha dichiarato, e con lui i suoi seguaci, di voler votare contro la fiducia al governo Renzie I. Dopo poche ore ha poi dichiarato che, non volendo essere espulso dal PD (che in teoria si chiamerebbe Partito “Democratico”), si sarebbe accodato al gregge, votando al fiducia. Insomma, in un popolo di “nominati” chiunque abbia idee doverse dal capo se ne deve stare a casa…….

Feb 24

Renzi – il potere e il tradimento

renzi_sindaco_piano_struttura_cantiere(di Barbara Spinelli) È fatale: una volta che hai scelto Tony Blair come modello, per forza approdi al tradimento. Tradimento della sinistra e dell’Europa che pretendi risuscitare, tradimento di promesse fatte nelle primarie o nei congressi. Non dimentichiamo il nomignolo che fu dato al leader laburista, negli anni della guerra in Iraq: lo chiamarono il «poodle di Bush jr», il barboncino-lacchè sempre scodinzolante davanti alla finte vittorie annunciate dal boss d’oltre Atlantico. Non dimentichiamo, noi che ci siamo imbarcati nel bastimento della Lista Tsipras, come Blair lavorò, di lena, per distruggere il poco di unione europea che esisteva e il poco che si voleva cambiare. Fu lui a non volere che i Trattato di Lisbona divenisse una vera Costituzione, di quelle che cominciano, come la Carta degli Stati Uniti, con le parole: «Noi, il popolo….». Fu lui che si oppose a ogni piano di maggiore solidarietà dell’Unione, e rifiutò ogni progetto di un’Europa politica, che controbilanciasse il potere solo economico esercitato dai mercati e in modo speciale dalla city. Renzi è consapevole di queste cose, o parla di Blair tanto per parlare? E il ministro degli Esteri Mogherini in che cosa è meglio di Emma Bonino, che al federalismo europeo ha dedicato una vita e possiede una vera competenza? Federica Mogherini ha concentrato i suoi interessi sulla Nato innanzitutto, e poi sull’Europa. Chissà se è consapevole della degradazione dell’Alleanza atlantica, nei catastrofici dodici anni di guerra antiterrorista. Ma ancor più inquietante è la rinuncia, in extremis, a Nicola Gratteri ministro della Giustizia. Questo sì sarebbe stato un segnale di svolta. La sua battaglia contro il malcostume politico e le mafie è la risposta più seria che l’Italia possa dare ai rapporti dell’Unione che ci definiscono il paese più corrotto d’Europa.  Non è ancora chiaro chi abbia lavorato contro la nomina di Gratteri. Forse il Quirinale, per fedeltà alle Larghe intese; di certo le destre di Alfano e Berlusconi, con il quale Renzi vuol negoziare le riforme della Costituzione. È stato detto che non è bene che un pm diventi guardasigilli. Anche qui, la rimozione e l’oblio regnano indisturbati: nel 2011, il Quirinale firmò la nomina del magistrato di Forza Italia Nitto Palma, vicino al Premier Berlusconi e Cosentino. Evidentemente quel che valeva per Nitto Palma è tabù per Gratteri. Il veto al suo nome è ad personam, e accoglie la richiesta della destra di avere un ministro «garantista» (garantista degli imputati di corruzione, di voto di scambio, di frode fiscale, ecc). Al suo posto è stato scelto un uomo di apparato, Andrea Orlando, che solo da poco tempo si occupa di giustizia, che ha fatto la sua scalata prima nel Pci, poi nel Pds, poi nei Ds, poi nel Pd. Nel governo Letta era ministro dell’Ambiente. Auspica – in profonda sintonia con Berlusconi – la fine dell’obbligatorietà dell’azione penale e la separazione delle carriere dei magistrati.  Infine il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan. Recentemente ha preconizzato l’allentamento delle politiche di austerità, che aveva difeso per anni. Non ha neppure escluso l’utilità di una patrimoniale. Ma di questi tempi tutti, a parole, sono contro l’austerità. Vedremo cosa Padoan proporrà in Europa: come passerà – se passerà – dalle parole agli atti. Al momento non vedo discontinuità tra lui e Fabrizio Saccomanni. Naturalmente può darsi che Renzi farà qualcosa di utile per l’Italia: prima di tutto su lavoro e fisco. Non mi aspetto niente di speciale sull’Europa, per i motivi che ho citato prima.  Non credo nemmeno che creda in quel che è andato dicendo per mesi: «Niente più Larghe Intese!», o «Mai a Palazzo Chigi senza un passaggio elettorale». Altrimenti non avrebbe guastato tante parole nel giro di poche ore, giusto per andare a Palazzo Chigi e presentarsi – terzo Premier nominato – in un Parlamento di nominati.

Feb 13

E’ arrivato un altro ballista professionale

culo Stamattina leggo i giornali on line e vedo una storia già nota: le balle per i creduloni di berlusconiana memoria. Solo poche settimane fa il leader Pd Renzie diceva “mai più larghe intese”, ma il giorn odopo si accorda con Berlusconi sulal legge elettorale e si appresta a fare un governo col nano pelato e Alfano. Ma non finisce qui. Una volta divenuto segretario del PD dice “con me segretario del PD Letta sarà più forte” e invece inizia subito a criticarlo, manco fosse il rappresentante di un altro partito e non del suo e poi, storia di ieri, lo sfiducia. Ora Renzie si appresta a divenire premier, senza nessun voto popolare se non quello delle primarie del PD. Ma solo poche settimane fa disse: “mai premier senza legittimazione del voto”

FOSSI DEL PD MI VERGOGNEREI DI QUESTO LEADER CHE DICE BALLE PiU’ DI BERLUSCONI

Feb 11

ACCAM: da inceneritore a centro riciclo… ora si può

riciclo Un argomento su quale mi sono battuto da sempre torna attuale, per cause di forza maggiore. La storia è nota e la faccio brevissima. Dai primi anni ’70 a Busto Arsizio opera un inceneritore che brucia tutto l’indifferenziato dei 27 comuni che si costituirono in consorzio e si assunsero l’onere di costruire e gestire l’impianto. Da anni gli amministratori che si sono succeduti alla guida dell’impianto, denominato ACCAM SPA, hanno evidenziato la urgentissima necessità di rifare l’impianto e i forni, ormai obsoleti e fuori norma. Seguirono battaglie nei vari consigli comunali dei comuni interessati e nel consiglio provinciale di Varese e la scelta, da me non condivisa, fu di procedere ad un costosissimo “revamping” di ACCAM, roba da 40 milioni di euro e oltre. Sfortuna vuole che negli ultimi 5 anni la raccolta differenziata fatta sempre meglio ha portato ad un calo notevole delle quantità da bruciare. La Regione Lombardia, nell’autunno scorso arriva a dire che le “bocche di fuoco” di Milano (silla 1 e silla 2) + Brescia + poco altro sono sufficienti a smaltire ciò che va incenerito. Da qui la nostra piccola ACCAM, volente o nolente, si troverà in tempi brevissimi a doversi riciclare. Ed ecco che la soluzione che il sottoscritto propose nel 2009, un centro riciclo e smistamento di rifiuti differenziati e tra l’altro reinseribili nel mercato produttivo come materia prima, torna attualissimo. I costi di ristrutturazione scenderebbero a pochi milioni di euro, il personale resterebbe in attività e si passerebbe, finalmente, alla civiltà del riciclo e riuso, dimenticando il medievale metodo dell’incenerimento, altamente oneroso e inquinante.

Gen 30

Io sto con Tsipras, una visione nuova di stare a sinistra

tsiprasComunicato stampa:
 In europa ormai si pensa con due soli concetti in testa: l’Europa dell’austerità (per i poveri) e del neoliberismo, e l’Europa delle paure, intrisa di egoismi, intolleranze e xenofobia. Attorno alla prima opzione si sono formate le grandi coalizioni centrodestra e centrosinistra, attorno alla seconda si sta delineando un raffazzonato fronte delle destre.
Due prospettive che non mi piacciono per nulla. L’Europa della demolizione del welfare e dei diritti sociali, del cappio del fiscal compact e della massima libertà per i detentori di capitali, non è una soluzione, anzi, è parte fondamentale del problema. L’Europa dei ripiegamenti, quella di Le Pen e Salvini, che dà tutta la colpa alla moneta unica e ai migranti, non propone un modello sociale alternativo, ma semplicemente una variante della guerra tra i poveri, dove alla fine vince sempre e comunque il ricco e il potente. E così, invece di mettere in competizione diretta il salario dell’operaio polacco e quello dell’operaio italiano, fanno scannare tra di loro l’autoctono e l’immigrato, il cristiano e l’islamico, l’etero e l’omo eccetera. Scegliere tra quste opzioni o addirittura non votare non è da me. E per favore smettiamola anche con la storia trita e ritrita del tanto non c’è nulla da fare, perché in tempi di crisi e disoccupazione di massa vince sempre e comunque la destra. Non c’è mai nulla di ineluttabile, c’è sempre un sentiero da esplorare. E dalla Grecia ci viene oggi un insegnamento e una proposta che guarda all’Europa, a un’altra Europa. I sondaggi danno Syriza ormai come primo partito greco. Syriza è di sinistra, chiaramente di sinistra, ha unito pezzi di sinistra preesistenti senza fare inguardabili pateracchi, perché l’ha fatto non nelle stanze di qualche palazzo, ma per strada, al calore dei movimenti e delle lotte sociali. Syriza è radicalmente contro le politiche di questa Europa, ma non è contro l’Europa. Anzi, ritiene che il terreno di scontro fondamentale sia continentale, che si debbano costruire alleanze con movimenti e forze organizzate degli altri paesi per riuscire a cambiare le cose, per costruire un’altra Europa.
Insomma Syriza è la sinistra che ci vorrebbe un po’ dappertutto e non per motivi astratti o ideologici, ma perché rappresenta un’opzione concreta, politicamente e culturalmente rilevante. Forse anche per questo, anzi, sicuramente per questo, in tutta Europa le sinistre discutono se dare vita a liste di sostegno alla candidatura di Alexis Tsipras, il leader più in vista di Syriza, a presidente della Commissione Europea. Cioè, la candidatura di Tsipras costituisce una possibilità concreta per tentare di far emergere anche a livello europeo l’opzione che ancora manca (almeno in termini di rilevanza), quella più importante, quella di un’Europa sociale, dei diritti e dei popoli.
Qui in Italia miracolosamente noto  un diffuso consenso alla proposta di costruire una lista Tsipras anche in Italia. Intellettuali, partiti di sinistra e molta società civile stanno aderendo al progetto
Bene, ottimo. Ora vediamo se la cosa regge e se  si potrà unire questa disastrata sinistra sparpagliata e debolissima, soprattutto nello scarso grado di credibilità che la gente le assegna. Voglio essere ottimista perché è necessario farlo per evitare il peggiorare continuo della situazione di tante famiglie.
Sono poi entusiasta di come Tsipras abbia chiarito che “solo se facciamo tutti insieme un passo indietro, per fare tutti insieme molti passi in avanti, potremmo cambiare la vita degli uomini”. Vediamo di fare qualcosa di nuovo e forte, per la sinistra ma soprattutto per chi questa crisi se la porta sulle spalle ogni giorno e non vede futuro.

Gen 29

Nave fantasma con topi cannibali si dirige verso Genova

NAVEUn vascello fantasma alla deriva nell’Atlantico, entrato nel Mediterraneo e  ora in rotta verso le coste del capoluogo Ligure. No, non è l’ultima trama dell’ennesimo sequel di ‘Pirati dei Caraibi‘. Più probabilmente si tratta dell’ennesima leggenda urbana che sta spopolando sul web nelle ultime ore.

La ‘notizia’ è stata riportata da diversi giornali tra cui BCC FUTURE e New Scientist e l’ho vista coi miei occhi addirittura su RAI News 24 l’altra mattina. La nave risponderebbe al nome di Lyubov Orlava e, come se non  bastasse la storia già da film, sembrerebbe sia carica di ratti cannibali grossi come gattoni. a Busto si chiamerebbero “ratun”.

Diversi i punti oscuri di questa storia: nell’era dei satelliti, di google maps, come si può perdere una nave di 1400 tonnellate?  Presto detto, il vascello ritenuto un vero e proprio ‘ferro vecchio’, sarebbe stato perduto durante una tempesta mentre veniva trasportato dal Canada alla Repubblica Domenicana. Visto lo scarso valore, le autorità canadesi non si sarebbero preoccupate di ricercare il relitto alla deriva.

L’ultimo contatto affidabile è arrivato tramite un segnale partito dalla nave stessa, circa 10 mesi fa, quando  il trabiccolo si trovava a circa  1.126 km dalle coste dell’Irlanda.NAVE 2

Questa è la foto del Comandante della nave fantasma e speriamo guidi meglio del Comandante Schettino.

 

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